Benvenuto nel blog della classe 2^E.

   Buon Natale!!!

 

«Ma è nera!».

«No, è blu!».

«Se ti dico che è nera!».

«Valerio, lo sai che hanno inventato gli occhiali? Li vendono...».

«Allora comprateli!».

Mentre Simone e Valerio continuano a litigare sul colore della felpa, gli altri ragazzi sono attorno a Matteo che sta ancora tremando: alcuni lo consolano, altri osservano la chiave che ha in mano, qualcuno lo guarda a distanza e Serena non lo guarda proprio, intenta ad ascoltare la discussione tra i due.

«Ma è ovvio che è nera, vero Cecilia?!».

Non ottenendo risposta Serena replica la domanda con una punta di preoccupazione mano a mano crescente:«Cecilia-CECIlia-CECILIA!!».

La domanda si trasforma in un urlo straziante che richiama l’attenzione di tutti i presenti: persino Valerio e Simone interrompono la lite sul colore della maglia.

«Ma cosa urli – interviene Simone lanciando la felpa contro Serena – Cecilia sarà con Anna Vita, no? Dove vuoi che sia?».

«Sì, appunto! E Anna Vita dov’è?».

Segue un attimo di silenzio durante il quale tutti si accorgono che mancano Cecilia e Anna Vita.

Immediatamente tutti cominciano a parlare in disordine chiedendosi dove possono essere finite le due ragazze.

La discussione viene improvvisamente interrotta da un urlo a due voci che però viene subito soffocato da un rumore di altra origine, come di un qualcosa che cade.

«La soffitta!!».

Senza fare altre parole corrono disordinatamente su per le scale.

Il primo ad arrivare alla porta della soffitta è Davide che abbassa la maniglia senza esitare, seguito da tutti gli altri.

Una volta entrati, la scena che si presenta ai loro occhi è inaspettata: Gabriele a terra, legato con i fili delle luci di Natale e con una pallina dell’albero di Natale in bocca.

«Questo traditore – urlano in coro Anna Vita e Cecilia – ha cercato di ucciderci!».

I ragazzi, stupiti, si rivolgono a Gabriele che cerca di rispondere ma riesce soltanto a mugolare suoni indistinti.

«Cosa ha detto?».

«Non si capisce, perché gli avete messo ‘sta roba in bocca?».

«Per non farlo urlare» risponde Cecilia.

«E quindi? Ci siamo solo noi in questa casa!».

«Per ora – prosegue Cecilia togliendo la pallina dalla bocca di Gabriele – sentite cos’ha da dire».

Quel maledetto baule

Intanto, Cecilia e Anna Vita seguono Gabriele: il ragazzo sta salendo lungo la scala a chiocciola che porta alla soffitta.

«Ma che cavolo va a fare Gabriele in soffitta? Non c’è niente di interessante lassù...».

«Secondo me – risponde Anna Vita - sta dando i numeri, lo hai visto prima come faceva il matto? E prima scappa, poi picchia Matteo e poi sale in soffitta...».

Finalmente Gabriele arriva in cima alla scala ed entra in soffitta scomparendo alla vista delle ragazze.

«Ma tu lo vedi ancora?».

«No, però lo sento camminare».

«A me veramente sembra di sentirlo anche parlare...».

Cecilia fa segno ad Anna Vita di tacere.

Lentamente si avvicinano sempre di più al vano della soffitta per sentire cosa sta dicendo Gabriele.

...baule...prendere i fogli...uccidere.

«Anche tu hai sentito la parola “uccidere”?!».

«Sì Ceci, l’ho sentita anche io, è meglio andare!».

«No, non andiamo da nessuna parte, voglio tenerlo d’occhio».

«Ceci andiamo via che secondo me è meglio».

«Solo un’occhiata e poi andiamo via, dai vieni!».

Dicendo così Cecilia varca la soglia della soffitta trascinandosi dietro Anna Vita.

Si nascondono dietro un enorme scatolone con scritto sopra “Natale”, da cui spunta la punta di un pino di plastica con in cima una stella cometa.

Da lì in silenzio osservano i movimenti di Gabriele.

Il ragazzo inizia a spostare nervosamente scatoloni e oggetti vari tra cui le stampelle di Zanna, il gesso della gamba di Zanna, delle sedie, un fagiano di montagna impagliato, uno specchio, una cassapanca con delle bambole e infine un cavallino a dondolo.

Finalmente dietro a questo mucchio di oggetti compare il baule che stava cercando.

Si asciuga il sudore e si tira su le maniche, poi controlla se la serratura del baule è chiusa.

«Se avessi quella maledetta chiave...».

Inizia a guardarsi intorno illuminando l’ambiente con la torcia del telefono cercando qualcosa che l’aiuti ad aprire quel maledetto baule.

Improvvisamente alla luce della torcia scorge un luccichio per terra, si china e tira su una graffetta.

«Ecco – dice con un’aria di sollievo – vediamo se questa graffetta funziona. Andres con una graffetta sa aprire qualunque cosa… ce la posso fare anch’io».

Si getta sul baule e comincia a smanettare sulla serratura.

Continua a provare sempre più nervoso finché la graffetta si rompe e resta incastrata dentro la serratura.

Getta per terra il residuo della graffetta, si alza imprecando sotto voce e comincia a tirare calci al baule.

«Cecilia ti prego, andiamo via».

«Sì sì hai ragione andiamo pure...».

«Troppo tardi?!» dice una voce alle loro spalle con tono minaccioso.

Ehi, mi ascoltate?

«Ma cosa ho fatto io?». «Stai tranquillo Luca, non è colpa tua. È Gabriele che è sclerato...». Sabrina si rivolge a Luca con tono rassicurante. Gli dice che Gabriele era già arrabbiato prima quando aveva sentito la musica della suoneria di Davide e risentirla adesso l'ha mandato in crisi. «Ma quale crisi, Gabriele sta impazzendo. A forza di guardare horror ormai pensa di viverci dentro». «Si è anche inventato la storia dei teschi sull'anello...». «Sì appunto ma questi teschi da dove saltano fuori?!». «Io proprio nel video non li ho visti». I ragazzi parlano tra di loro per capire se qualcuno ha individuato i teschi nel video, magari sull'anello della mano misteriosa che compare a un certo punto. Così decidono di riguardarlo. Valerio interviene sulle impostazioni del video aumentandone la qualità e ferma la riproduzione ogni volta che qualche compagno crede di aver visto qualcosa di sospetto. Verso la fine la loro attenzione si concentra sull'anello e qualcuno si accorge che effettivamente sull'anello i teschi ci sono. Francesca incomincia ad agitarsi per la scoperta:«Ragazzi ragazzi ragazzi è impossibile vedere 'sti teschi se non sai già che ci sono. Gabriele sa qualcosa che noi non sappiamo». «Magari – dice Simone ridendo – Gabriele ha un occhio di falco ed è riuscito a vederli...». Francesca zittisce Simone con un'occhiataccia. «Ok scherzavo». Luca si disinteressa della discussione e va a raccogliere da terra il carillon, lo rimonta e si accorge che manca la manovella per farne partire il meccanismo. «Ehi, mi ascoltate? Qui manca la manovella». Matteo si avvicina e si mette a cercarla con lui inginocchiandosi sul pavimento. «L'avete trovata?». «No – risponde Matteo – la stiamo cercando ma non vediamo niente». «Avete provato a cercare sotto il comodino? Magari è lì...». Matteo gattonando si avvicina al comodino e con la torcia del telefono illumina lo spazio tra il pavimento e il comodino. «C'è qualcosa qui sotto». Allunga il braccio per cercare di raggiungere l'oggetto. Quando finalmente riesce ad afferrarlo si accorge che c'è ancora qualcos'altro. Si allunga spingendosi più avanti finché riesce a prendere il secondo oggetto che si rivela essere una chiave. Matteo scrollandosi la polvere di dosso si alza e con la manovella in una mano e la chiave nell'altra va verso i compagni a cui si è aggregato anche Luca. Dando le spalle alla porta, Matteo mostra gli oggetti agli altri senza parlare ma con un'espressione di stupore misto a inquietudine. Prima che qualcuno dei ragazzi abbia il tempo di parlare, Gabriele entra nella stanza. Matteo si gira.

Qualcosa di inaspettato

«Gabriele, finalmente sei tornato».

Gabriele impallidisce.

Sta zitto e stringe i pugni lungo i fianchi e comincia a tremare.

Spalanca gli occhi e fissa la chiave nella mano di Matteo.

«Gabriele, tutto a posto? Sai qualcosa di questa chiave?».

Gabriele si avvicina e intanto alza lo sguardo fissando negli occhi Matteo.

 Tremando sempre più forte esclama: «Non doveva accadere!».

Poi puntando un dito contro Matteo urla. «Tu... proprio tu! È colpa tua se lei mi ha lasciato!».

«Rovini sempre tutto».

Gabriele sempre più arrabbiato si avvicina ulteriormente a Matteo con aria minacciosa, carica il pugno e con una forza superiore a quella di Undertaker colpisce Matteo alla spalla sinistra.

Più stupito che dolente Matteo domanda perché.

Gabriele riparte all’attacco senza rispondere ma Simone con un tuffo da portiere e Valerio quasi danzando si gettano su Gabriele per placcarlo.

Trattenuto per le maniche della felpa dai suoi due amici, Gabriele cerca di liberarsi gridando.

Con una mossa astuta e improvvisa si divincola dalla presa lasciando in mano ai due compagni la felpa.

La maglia rimane impigliata a qualcosa che si rivela essere una collana con un oggetto rotondo attaccato.

Gabriele per liberarsene se la strappa e fugge fuori dalla stanza.

Al suo inseguimento partono Cecilia e Anna Vita ma senza avvisare i compagni.

L’attenzione dei ragazzi ricade sulla felpa  che Simone e Valerio stanno ancora tenendo in mano.

«Anche  mio fratello ha una felpa blu come questa».

«Ma che sei scemo, Simone? Non vedi che è nera?».

«Dammi qua che ti faccio vedere che è blu».

Simone strattona la felpa verso di sé e fa cadere la collana di Gabriele per terra.

Il suono metallico attrae l’attenzione di Francesca,  che raccoglie immediatamente l’oggetto.   

La ragazza osserva la collana.

«Lo sapevo – urla Francesca – Gabriele ci nascondeva qualcosa».

Con il sottofondo degli schiamazzi tra Simone e Valerio, che stanno ancora discutendo sul colore della felpa, alcuni ragazzi si avvicinano a Francesca incuriositi da ciò che ha detto.      

«Potresti spiegarti meglio?».

«Ma Sabrina, è l’anello del video!... Quello con i teschi».   

«Sì, di sicuro... fammi vedere» dice Davide. 

 «Toh, San Tommaso».

Dicendo questo Francesca porge a Davide la collana con l’anello.

Lui  osserva l’oggetto con attenzione e dopo alcuni minuti arriva alla conclusione:

«Hai ragione... ma perché Gabriele ha questo anello?».  

Tutto bene Gabriele?

Nessuno dei ragazzi ha il coraggio di parlare dopo il video.
All'improvviso, si sente una musica inquietante che ricorda la colonna sonora dell'Esorcista.
Gabriele sobbalza e impallidisce.
«Tutto bene Gabriele?».
«Sì, sì, è solo che tutto questo... il video, l'urlo, la mano e in più adesso la musica...è troppo per me».
I compagni vedendolo così provato danno segni di preoccupazione: qualcuno gli si avvicina, un altro gli dà una pacca sulle spalle e un altro ancora gli chiede se vuole bere qualcosa.
La musica nel frattempo cresce di intensità e volume.
«Scusate – interviene Davide sorridendo - è la mia suoneria, ora abbasso il telefono».
Mentre Davide toglie il telefono dalla tasca per abbassare il volume, Gabriele glielo strappa di mano e lo sbatte per terra.
I ragazzi rimangono impietriti di fronte a questa scena.
Gabriele ancora in preda all'ansia inizia a parlottare da solo.
Nessuno si azzarda a interromperlo.
Dopo alcuni minuti  anche lui rimane in silenzio.
Nella tensione che si è generata nella stanza, Luca cerca di distrarsi concentrandosi sul primo oggetto che gli capita sotto mano.
Casualmente l'oggetto è un carillon che il ragazzo ha trovato su una mensola.
Luca gira la manovella finché il meccanismo si carica.
La musica che comincia a suonare è la stessa della suoneria di Davide.
Gabriele sembra impazzire e si gira verso Luca con uno sguardo pieno di odio e lo fulmina con un'occhiata.
Luca si spaventa e lascia cadere il carillon che precipita a terra e si apre con un rumore metallico.
La musica si interrompe.
Nonostante questo, Gabriele non si calma e inizia a parlare, prima sottovoce e poi sempre più forte ripetendo il nome di Luca con un tono di rimprovero.
«Luca, Luca, Lucaaaa...mi volete fare impazzire?! Non bastava solo farmi vedere l'anello con i teschi, adesso dovete anche angosciarmi con 'sta musica maledetta...».
Gabriele esce dalla stanza.